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The Magmə Chambers, I - Ástriður J. Ólafsdóttir


The Magmə Chambers is a series of small interviews to artists participating in our projects or who are represented by Magmə Art Space. The aim is to know more about them and their art practice during a relaxed and personal talk.


Our first guest is Ástriður Jósefina Ólafsdóttir, Icelandic visual artist, currently showing her works in the collective exhibition Surroundings/ENVIRONMENT, Palazzo Grifoni, San Miniato (Pisa) - Italy.




Q: Panneggio is a very specific technique rooted in tradition. What's the drive that brings you to put it out in this ultra modern world?

Interesting question. I am surprised that I got so obsessed about painting fabric folds. I was not so excited about it when I had to do it as an exercise at the academy of fine arts. I took it as a challenge because I was very determined to be a really good painter but I never would have imagined that that would be my main form of expression one day.

The reason I got so much into painting Panneggio is connected to this other art form that I practice called aerial silks. It almost becomes a religious act to “thank” this object that allows me to keep my body active and makes me feel mentally at peace. I also like the final outcome: to look at the shape I painted and see all the work that I put into it to make it look real enough it makes you want to touch it, it is very satisfying.

Sometimes painting these drapes it's like meditating and it simply makes me feel safe and relaxed. I know that the oil painting technique is not something that goes along with our modern times, because it is slow, you have to be patient and wait to paint the second or third layer, but maybe exactly for this reason it offers me like a break from the reality, like a space where time doesn't exist anymore. Oil painting forces you to go at his slow tempo, at his rules and something about that gives me comfort. I don't need to run to be somewhere, I can just abandon myself and drown into the folds.

Q: If you could drastically change your style of painting, what direction would you take?

Probably something completely opposite like action painting, dripping or a more expressive type of painting. Sometimes I have a more physical need of expression that I probably usually satisfy with a lot of physical activity and of course with practicing aerial silks.

Q: You are Icelandic but grew up in Italy: what are your favourite places in both countries and why?

I am usually more attracted to the people that inhabit some places than to the place itself, so I would say wherever the people I love are.

But if I really think about it, there is this hill in front of the place I grew up in Italy where I used to go and think while looking over the valley that always gave me peace of mind.

In Iceland there is also a place that gives me that same feeling and it's in Mosfellsdalur where my grandparents house is, also in that case you have to walk up a hill and in addition there is a beautiful tiny waterfall, where you can drink the water directly from it.


 

The Magmə Chambers è una serie di piccole interviste agli artisti che partecipano ai nostri progetti o che sono rappresentati da Magmə Art Space. L'obiettivo è conoscere meglio loro e la loro pratica artistica durante un discorso rilassato e personale.

La nostra prima ospite è Ástriður Jósefina Ólafsdóttir, artista visiva islandese, attualmente esposta nella mostra collettiva Surroundings/ENVIRONMENT, Palazzo Grifoni, San Miniato (Pisa) - Italia.


Ástriður J. Ólafsdóttir - Southern Land-Escape, olio su tela, 50x100 cm

Ástriður è un'artista visiva nota per la sua serie di dipinti ispirata alla tecnica del Panneggio: utilizzando l’antica tecnica, il tessuto acquista il ruolo di protagonista nei suoi dipinti. Le abbiamo posto alcune domande sulla sua pratica artistica e sulla vita personale.


D: Il panneggio è una tecnica molto specifica radicata nella tradizione. Qual è la spinta che ti porta a presentarla in questo mondo ultra moderno?


Domanda interessante. Sono sorpresa di essere così ossessionata dal dipingere le pieghe del tessuto. Non ne ero così entusiasta quando dovevo svolgerlo come esercizio all'accademia di belle arti. L'ho presa come una sfida perché ero molto determinata a diventare davvero una brava pittrice ma non avrei mai immaginato che quella sarebbe stata un giorno la mia principale forma di espressione.

Il motivo per cui mi sono appassionata così tanto alla pittura del Panneggio è collegato a quest'altra forma d'arte che pratico chiamata tessuti aerei. Diventa quasi un atto religioso “ringraziare” questo oggetto che mi permette di mantenere attivo il mio corpo e che mi fa sentire mentalmente in pace. Mi piace anche il risultato finale: guardare la forma che ho dipinto e vedere tutto il lavoro che ci ho messo per farla sembrare abbastanza reale da farti venir voglia di toccarla, è molto soddisfacente.

A volte dipingere questi drappi è come meditare e semplicemente mi fa sentire sicura e rilassata. So che la tecnica della pittura ad olio non è qualcosa che va d'accordo con i nostri tempi moderni: è lenta, bisogna avere pazienza e aspettare per dipingere il secondo o il terzo strato, ma forse proprio per questo mi offre una pausa dalla realtà, uno spazio dove il tempo non esiste più. La pittura a olio ti costringe ad andare al suo ritmo lento, alle sue regole e qualcosa in questo mi dà conforto. Non ho bisogno di correre per essere da qualche parte, posso semplicemente abbandonarmi e concentrarmi sulle pieghe.


D: Se potessi cambiare drasticamente il tuo stile di pittura, quale direzione prenderesti?


Probabilmente qualcosa di completamente opposto come l'action painting, il dripping o un tipo di pittura più espressiva. A volte ho un bisogno di espressione più fisico che solitamente soddisfo con molta attività fisica e ovviamente con la pratica dei tessuti aerei.

D: Sei islandese ma cresciuta in Italia: quali sono i tuoi posti preferiti in entrambi i paesi e perché?

Di solito sono più attratta dalle persone che abitano i luoghi che dal luogo stesso, quindi direi ovunque si trovino le persone che amo.

Ma se ci penso davvero, c'è questa collina davanti al posto in cui sono cresciuta in Italia dove andavo a pensare guardando la valle, e mi dava sempre tranquillità.

Anche in Islanda c'è un posto che mi dà la stessa sensazione ed è a Mosfellsdalur dove si trova la casa dei miei nonni, anche in quel caso bisogna camminare su per una collina e in più c'è una bellissima cascatina, dove si può bere l'acqua direttamente dalla fonte.








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